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La cerimonia del tè è riconosciuta dalla filosofia zen, alla pari delle altre arti quali la pittura, la poesia, la calligrafia. Molti religiosi sostenerono che la profondità dell’essenza della visione dello zen poteva essere raggiunta nella pratica del tè come nella meditazione zazen.

Questa profonda spiritualità si manifesta attraverso i gesti quotidiani. Una volta raggiunta la più totale calma e consapevolezza interiore, ogni gesto diventa così astratta ed è una pura espressione dello spirito.

Il maestro che esegue la cerimonia del tè nutre un assoluto distacco dai suoi gesti. La loro raffinatezza ed eleganza sono rappresentazioni della calma interiore raggiunta e della maestria nel farsi guidare dal proprio spirito e dal proprio cuore piuttosto che dalla mente.

Durante la cerimonia devono essere rispettati quattro principi fondamentali: armonia, purezza, rispetto e serenità.

Il rito che oggi conosciamo lo si deve per lo più a Sen no rikyu (1520-1591). Egli perfezionò i movimenti e ne stabilì le regole che li governano e progettò inoltre la prima stanza del tè totalmente indipendente dal resto dell’edificio. Questa innovazione con il tempo divenne una abitudine ben visibile nelle architetture dei periodi seguenti.

“Zen e tè sono la stessa cosa” questa convinzione fece si che i templi zen di kyoto durante il XIV secolo diventarono dei centri per lo sviluppo della Via del tè.”

Durante la Cerimonia del tè si offre il matcha, tè verde denso, molto amaro; per questo motivo, prima di porgere il tè si offre un dolcetto da sciogliere in bocca che attenua il gusto amaro proprio del matcha.
La tazza nella quale viene servito il tè va ruotata lentamente nel palmo della mano di 45° per 3 volte prima di bere. Questo per fare in modo che la decorazione interna della tazza sia di fronte al viso di chi lo sta preparando e la decorazione principale esterna sia di fronte all’ ospite.

 

 

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