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La plastica si biodegrada dai cento ai mille anni, se viene bruciata rilascia sostanze tossiche e cancerogene. Usarla per pochi minuti è il vero atto di follia.

Ecco cosa possiamo fare per aiutare realmente noi ed il nostro pianeta.

1. Bere acqua di rubinetto. È buona, controllata (più dell’acqua minerale), ecologica, a km zero. Quando si esce basta riempire una borraccia in acciaio, che dura una vita. Un’alternativa, a chi proprio non vuole saperne dell’acqua del sindaco, è l’acqua minerale nelle bottiglie di vetro (vuoto a rendere), oppure l’acqua “filtrata” con caraffe con filtri in carbone attivo che si può rigenerare mediante bollitura.

2. Evitare il supermercato, regno dell’imballaggio: compra sfuso, nei piccoli negozi di quartiere, oppure tramite Gas (gruppi di acquisto solidali): cereali, pasta, legumi, pasta e farina locali, zucchero e cacao del commercio equo. Tra un pò per i Salernitani ci sara’ ZenOrto per gli ortaggi mentre per detersivi e detergenti c’è già Il Rimedio Zen.

 

3. Autoprodurre : marmellata, pane, biscotti, dentifricio, detersivi. E’ utile, divertente, economico, e a conti fatti fa guadagnare tempo, soldi… e imballaggi.

4. Per i picnic o per le feste di compleanno usa piatti, bicchieri, posate e caraffa di plastica dura, lavabile, colorata e atossica.

5. Infine, usa pannolini lavabili  nei casi particolari ad esempio in treno o emergenze, ci sono gli usa e getta compostabili. Stesso discorso per gli assorbenti lavabili oppure le coppette mestruali, ugualmente comode, ecologiche ed economiche.

 

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